Cos’è che resta di una vita? Polvere, vuoto, silenzio. Un pianoforte scordato, la carta da parati staccata, pezzi di vetro sparsi qui e lì. Ma soprattutto il dolore, che pervade tutto, che avvolge ogni cosa, che a volte svanisce e altre volte rimane per sempre. Con A Ghost Story, David Lowery racconta vita, morte e vita dopo la morte di C (Casey Affleck), che dopo un incidente stradale abbandona l’essere tangibili per vivere come fantasma in quella che, un tempo, era la sua casa. Col passare del tempo, il fantasma vede cambiare non solo la vita della persona che amava e che aveva accanto fino a pochi momenti prima della tragedia (Rooney Mara), ma anche (e soprattutto) la vita della casa in cui aveva abitato, attraverso i due buchi del suo enorme lenzuolo bianco. Non può fare nulla per cambiare le cose, può solo stare a guardare, e lo spettatore guarda con lui. Ci sono molti silenzi e molte parole non dette nel nuovo film del regista de Il Drago Invisibile. C’è tantissimo dolore. Peccato che ci sia anche tanta noia.

Se le interminabili scene di vita quotidiana vogliono cercare di offrire un tentativo di immedesimazione dello spettatore nell’incalcolabile dolore della coppia, con Rooney Mara immersa nel silenzio di una casa vuota e intenta a mangiare una torta per sei minuti, il risultato è che quei minuti sembrano anni. Casey Affleck vede la sua vita mentre viene riposta nelle scatole, vede la sua amata ricominciare dall’inizio e trasferirsi altrove con un’altra persona, vede arrivare una nuova famiglia nella casa abbandonata, vede tornare la vita in quello spazio ormai tetro. E tutto questo viene raccontato in modo delicato, silenzioso ma purtroppo distante e intangibile, proprio come un fantasma. C’è pochissima sostanza ma tanta estetica, confezionata in un formato ormai dimenticato, un 4:3 con i bordi arrotondati.

Per fortuna, la seconda parte dell’opera si sveglia e la regia acquista un certo ritmo che, seppur sempre molto lento, vivacizza l’esperienza. Grazie anche a una colonna sonora curata e alcune buone trovate (come i dialoghi tra Affleck e il fantasma vicino di casa), il film diventa un salto nel futuro del fantasma e della civiltà. Tuttavia, anche questo futuro a volte viene rovinato da alcune scelte di trama non molto azzeccate, come ad esempio il discorso nichilista di un hipster a una festa: sarebbe potuta essere la chiave cruciale del film, ma invece diventa una pretenziosa lezioncina adolescenziale sull’inutilità dell’universo e l’impossibilità di essere ricordati per sempre (ovviamente e prevedibilmente smentita dallo stesso film). Passato, presente e futuro si mescoleranno, ma sembrerà solo una maldestra manovra di imitazione di un altro, grande lungometraggio in cui Affleck partecipò qualche anno fa.

Si dice che, finché ci sarà qualcuno che ricorderà una persona che ci ha lasciati, quella persona non sarà mai veramente morta. A Ghost Story, purtroppo, morirà molto presto.


Titolo originale: A Ghost Story
Diretto da: David Lowery
Scritto da: David Lowery
Genere: Fantastico, Drammatico
Cast: Casey Affleck, Rooney Mara
Paese: USA
Anno: 2017
Durata: 87′

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