Soli, in silenzio. Non ci è dato sapere come la calamità si sia abbattuta sulla Terra, come l’umanità abbia fronteggiato questa minaccia, e in che modo siamo rimasti soli, a vivere in silenzio. Solo stralci di giornale, raccolti su una parete, a fornirci degli indizi. Un’invasione, da alieni di cui non conosciamo forma od intenzioni, e che reagiscono a tutte le fonti di rumore. L’unica certezza è il silenzio, che è di per sé un rifugio: un posto tranquillo. Il silenzio è salvezza.

Scaraventati senza premesse in questo futuro, seguiamo la vita di una famiglia superstite che arranca con difficoltà nella vita di tutti giorni, nell’imprescindibile monito di non produrre alcun rumore. Quella che sembra una semplice intuizione di sceneggiatura, diventa in realtà il pretesto per una vincente scelta tecnica: gran parte del film è priva di ogni tipo di suono collaterale, in un effetto immersivo che – letteralmente – toglie il fiato (lo spettatore stesso è portato quasi a vivere il silenzio assoluto come condizione prestabilita). John Krasinski (il simpatico addetto alle vendite di The Office, qui nella duplice veste di regista e attore), costruisce la tensione sul non detto, sull’interazione muta della famiglia protagonista, e sui piccoli dettagli che preparano al peggio; e mantiene tale tensione per l’intera durata del film, ricordando spesso le inquietudini di M. Night Shyamalan nel suo periodo migliore, in particolare di Signs e The Village.

In un periodo in cui le sceneggiature nascono ormai su commissione, secondo standard e vincoli predefiniti, ben vengano piccole sorprese come questo A Quiet Place, in cui è l’idea l’origine vera del film: uno spunto su cui costruire una storia, e riscrivere un genere. A maggior ragione se supportata da oculate scelte tecniche e di regia, come l’importanza data ad ogni singolo effetto sonoro, brano (della bellissima colonna sonora), o respiro.

Krasinski, anche lui protagonista, incarna il padre di famiglia, vigile e premuroso, e fa coppia sullo schermo come nella vita, con l’altrettanto esemplare Emily Blunt. Di fatto, non solo la repressione di ogni possibile suono, il silenzio è anche quello di una famiglia, ridotta a comunicare tramite il linguaggio dei segni, ma che in realtà non comunica affatto. Il silenzio su una tragedia della quale si vorrebbe gridare; il senso di colpa che ci si addossa e che ci autolesiona; e un’assoluzione che può concretizzarsi solo se urlata con un “I love you” senza voce. Perché nel momento in cui siamo privati di qualcosa, ne sentiamo ancor più la mancanza. E la ricerca del suono nelle cose, nell’acqua, e nel battito di una nuova vita, è la più fulgida delle conquiste: il vero posto tranquillo, da soli, nel silenzio.


Titolo originale: A Quiet Place
Diretto da: John Krasinski
Scritto da: Scott Beck, Bryan Woods
Genere: Horror, Thriller, Fantascienza
Cast: John Krasinski, Emily Blunt, Noah Jupe, Millicent Simmonds
Paese: USA
Anno: 2018
Durata: 90′
Distribuzione italiana: 20th Century Fox

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