Il costante ticchettio di un orologio. Il tempo che non passa mai, o che passa troppo in fretta. L’attesa di un soccorso dal mare. E, tutto intorno, il silenzio più assordante, che in qualsiasi momento potrebbe trasformarsi in una raffica di proiettili e bombardamenti aerei di un nemico invisibile.

Il decimo lungometraggio di Christopher Nolan è sorprendente. Dunkirk è un film di guerra che non parla di una vittoria, né di un eroe, né tantomeno di sangue, morti e vite spezzate: è qualcosa di diverso, qualcosa di mai visto prima. A partire dalla scena iniziale: un gruppo di soldati alleati in marcia su una strada deserta. Dal cielo, intorno a loro, piovono dei fogli intimidatori del nemico, che li assicura di essere rimasti soli e indifesi, nonché completamente circondati. Non c’è tempo per pensare, bisogna solo scappare. Ma dove? Non si può tornare in città, e davanti a noi c’è solo il mare: quello è il destino di migliaia di truppe alleate: rimanere lì, sulla spiaggia di Dunkerque, in attesa delle navi di soccorso.

Anche in questo film, la passione/ossessione di Nolan per il tempo si trasforma in qualcosa di unico: tre linee temporali (il molo, il mare, il cielo), di diversa lunghezza (rispettivamente una settimana, un giorno e un’ora), che si intersecano tra loro per tutta l’opera. Un esperimento che, se in un primo momento può disorientare lo spettatore, col passare dei minuti aumenta l’effetto claustrofobico di quei drammatici momenti sullo stretto della Manica e tiene col fiato sospeso per tutta la durata di Dunkirk (che è tra l’altro uno dei film più corti del regista britannico: 106 minuti).

Con Dunkirk, Nolan ci immerge in una guerra che non è solo lo scontro con il nemico (anzi, a tratti non lo è affatto), ma anche con noi stessi, contro quell’istinto di sopravvivenza che spesso travalica e sgretola la ragione. Non c’è tempo per parlare: i dialoghi sono ridotti all’osso (la sceneggiatura – scritta dallo stesso Christopher Nolan e stavolta senza l’aiuto del fratello Jonathan – è di sole 76 pagine, e in principio non era neanche contemplata), sono gli occhi dei soldati, giovanissimi eroi, a infondere nello spettatore tutte le emozioni che Nolan, regista generalmente freddo e calcolatore, ha creato per quest’esperienza. Ed è proprio a questo punto che entra il gioiello di Dunkirk, e l’asso nella manica del regista: Tom Hardy. Nei cieli della Manica, il suo Spitfire colpisce sia i nemici che il pubblico, che si immedesima nei tentativi del soldato inglese di distruggere gli aerei tedeschi. La sua performance è semplicemente incredibile, e anche se per quasi tutta la durata dell’opera indossa la maschera, tutta la potenza espressiva del suo sguardo vale da sola l’acquisto del biglietto.

Dal punto di vista tecnico non c’è una cosa che sia fuori posto. L’utilizzo di aerei e imbarcazioni d’epoca, nonché la quasi totale assenza di effetti speciali digitali, rendono Dunkirk una delle esperienze più immersive dell’anno, e un vero spettacolo per gli occhi. Anche la colonna sonora, composta da Hans Zimmer (alla sua sesta collaborazione con il regista), è forse una delle composizioni più “matematiche” della filmografia Nolaniana: battiti del cuore, ticchettii di orologio, lunghissime note che all’improvviso esplodono e rivelano una potenza inaudita. Le musiche di Zimmer accompagnano l’intero film, come a sottolineare che forse quello che stiamo guardando sia un’unica, immensa, maestosa scena d’azione.

Dunkirk parla di varie vittorie. Una, quella più importante, è il recupero di migliaia di soldati destinati a morte certa. Una ritirata che, se dal punto di vista storico e tattico ha significato una sonora sconfitta, sul lato umano è stato uno dei momenti più importanti e toccanti della Seconda Guerra Mondiale. L’altra vittoria è quella dello stesso Nolan, che con questo film eleva lo standard (già molto alto) del suo cinema, scommettendo su un tipo di rappresentazione bellica che al cinema non si era mai visto. Scommessa vincente.


Titolo originale: Dunkirk
Diretto da: Christopher Nolan
Genere: Drammatico, Guerra
Cast: Fionn Whitehead, Harry Styles, Kenneth Branagh, Cillian Murphy, Mark Rylance, Tom Hardy
Paese: USA, UK, FR
Anno: 2017
Durata: 106′
Distribuzione italiana: Warner Bros. Pictures

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.