È doveroso iniziare questa recensione con una premessa. Chi scrive ha infatti particolarmente apprezzato il precedente Batman v Superman: Dawn of Justice, ritenendolo uno dei migliori cinecomic degli ultimi anni. I motivi sono presto detti: la visione di Zack Snyder dell’universo DC ci regala un approccio al cine-fumetto raramente esplorato, fatto di vere e proprie illustrazioni su grande schermo e simbolismi più o meno evidenti. Anche la narrazione è generalmente frammentaria, con tante scene che si compongono insieme a formare un’unica tela-puzzle. In tale scenario, i personaggi stessi – volti già noti dell’universo DC – sono reinventati per uniformarsi al suo approccio: Batman è un demone oscuro che non pensavamo Ben Affleck (anche meglio nei panni di Bruce Wayne) potesse regalarci; Lex Luthor è uno schizofrenico manipolatore con oscure ambizioni; e Wonder Woman è una affascinante e atletica guerriera interpretata dalla ex-modella e soldatessa (!) Gal Gadot. Ma soprattutto, Superman è assurto a una sorta di divinità, dai sentimenti umanissimi, rappresentato con una gravitas e una chiara simbologia religiosa già accennata in Man of Steel, grazie al suo interprete Henry Cavill e alla forza visiva delle scene di Snyder a lui dedicate. Il tutto, peraltro, accompagnato da una colonna sonora che combinava la potenza sinfonica di Hans Zimmer con l’aggressività elettronica di Junkie XL.

Ecco, tutto questo viene sostanzialmente a mancare in Justice League. Ciò è evidentemente riconducibile alla difficile gestazione del film, che ha visto – a riprese inoltrate – un cambio di regia a causa di un grave lutto familiare di Snyder. Il suo ritiro è quindi l’occasione, per la Warner, per puntare ad un cambio di registro con un numero, a quanto pare per nulla ridotto, di scene aggiuntive e/o modificate; e con una regia che passa così a Joss Whedon, autore poliedrico nonché già regista di Avengers. L’opera subisce per forza di cose una sorta di marvelizzazione, con scene non più singole ma raccordate fra loro, sottotrame sacrificate in favore di una linearità che cozza in modo evidente con i due prequel diretti, tanto quanto la comicità spesso forzata. La qualità di Joss Whedon certamente non si discute; ma è davvero appropriata nel contesto delle coordinate registiche definite da Zack Snyder? È abbastanza straniante passare dall’affresco impressionista di un Aquaman che emerge fieramente dalle acque, ad una battuta anche banale – con un cambio di ritmo improbabile – pronunciata da un Flash (Ezra Miller), peraltro personaggio particolarmente adatto a scene di grande impatto visivo (una delle scene più suggestive viste nei primi trailer, e per l’appunto tagliata dalla versione finale, vedeva Flash rompere un vetro con un dito, attraverso un effetto visivo particolarissimo).

Non solo: il cambio di registro non coinvolge soltanto il ritmo della regia e delle scene, o i baffi digitalmente mascherati di Superman (Henry Cavill baffuto per esigenze di riprese sul set di Mission Impossible, richiamato per rigirare buona parte delle sue scene, e dicendo addio alle sfaccettature più auree delle sue precedenti interpretazioni); anche la colonna sonora infatti subisce una repentina inversione di marcia. A Junkie XL subentra Danny Elfman, che sovrascrive ulteriormente le tracce (in tutti i sensi) dei prequel, riportando in auge i vecchi temi del Batman burtoniano (peraltro sempre suo), e del Superman di Richard Donner (ad opera di John Williams). Un’operazione certamente nostalgica, che però taglia ulteriormente i ponti con il passato – tradendo gli spettacolari brani di Zimmer.

Rinnegare il passato invece di puntare sulla bontà delle fondamenta è il principale errore della Warner Bros., che sceglie piuttosto di seguire le obiezioni e chiacchiere del pubblico. Un pubblico che non sa quel che vuole, come dimostra l’accoglienza piuttosto tiepida di questo Avengers in salsa DC. Peccato.


Titolo originale: Justice League
Diretto da: Zack Snyder, Joss Whedon
Genere: Azione, Fantasy, Fantascienza
Cast: Ben Affleck, Henry Cavill, Gal Gadot, Ezra Miller, Jason Momoa, Ray Fisher
Paese: USA
Anno: 2017
Durata: 121′
Distribuzione italiana: Warner Bros. Pictures

Appassionato di cinema sin da piccolo, all'età di 12 anni circa si ritrova con un multisala a due passi da casa e l'interesse per il cinema cresce sempre di più, estendendosi a tutti gli aspetti che portano alla realizzazione di un film. Adesso ne ha 28 e continua a seguire tutte le nuove uscite con interesse. Film preferiti: Le Crociate - Kingdom of Heaven, L'albero della vita (The Fountain), Viale del Tramonto, Inception, Millennium Actress, La La Land. email: peavy@registovski.it

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