Diciassette anni, capelli rossi e tanta voglia di crescere e volare via. Così si presenta Christine – pardon, Lady Bird (Saoirse Ronan). Lei è una ragazza magnetica, brillante, intelligente e dotata di grande carisma, studentessa in una scuola cattolica a Sacramento, definita da lei “il Midwest della California”. Vive con i genitori e il fratello maggiore Miguel (Jordan Rodrigues), adottato, e la ragazza di quest’ultimo. E’ il rapporto con la madre quello più complicato, avendo entrambe personalità molto forti che si scontrano e rincontrano in continuazione, ma tra litigi e riappacificazioni la protagonista cercherà la sua strada verso un mondo della maturità fuori dalla California.

Secondo lungometraggio di Greta Gerwig, il film è un tenero racconto di crescita e maturità, di amicizie perse e guadagnate, di primi amori, primi rapporti, di “primi” in generale. In un’ora e mezza, la Ronan regala allo spettatore un’ottima performance, genuina e toccante, che mescola divertimenti e drammi giovanili e che conferma l’attrice irlandese come una delle sorprese più promettenti degli ultimi anni. Dall’altra parte abbiamo una strepitosa Laurie Metcalf, madre di Lady Bird in perenne conflitto con la ragazza per via delle sue scelte e del suo carattere di ferro. Entrambe hanno carisma e coraggio da vendere, con la madre che vuole solo il meglio per la figlia ma che, con marito disoccupato e tante domande senza risposta, non vuole alimentare false speranze di alcun tipo, rimarcando costantemente il loro status di famiglia in difficoltà finanziaria, mentre tutti gli altri sono “ricchi”. Ma cos’è la ricchezza, in realtà? Sicuramente non è quella di Kyle (Timothy Chalamet, che quest’anno è veramente dappertutto), musicista monodimensionale, hipster quando ancora gli hipster non esistevano, o di Jenna (Odeya Rush), ragazza che odia la falsità ma è il ritratto degli inganni giovanili. No, la ricchezza vera è quella della vera amicizia, incarnata in Julie (Beanie Feldstein), che tra alti e bassi sarà sempre lì nel momento del bisogno, o anche (seppur in misura minore) di Danny (Lucas Hedges, che abbiamo già apprezzato in Manchester By The Sea e Tre Manifesti a Ebbing, Missouri). Anche se in parti secondarie, questi attori riescono a donare al pubblico delle prove attoriali più che efficaci.

La regia della giovane Gerwig è dinamica, non si perde in chiacchiere e va dritta al punto, anche se in alcuni casi risulta un po’ lineare e scarna. Ma va bene così: la vita di una teenager americana non ha bisogno di colpi di scena o di momenti di vero dramma, ma di tanta leggerezza, come in un film di John Hughes. Solo così, senza che ce ne rendiamo conto, Lady Bird riuscirà a capire che non esistono lati giusti o sbagliati della ferrovia. Solo così crescerà e diventerà, finalmente, Christine.


Titolo originale: Lady Bird
Diretto da: Greta Gerwig
Scritto da: Greta Gerwig
Genere: Commedia, Drammatico
Cast: Saoirse Ronan, Laurie Metcalf, Tracy Letts
Paese: USA
Anno: 2017
Durata: 93′
Distribuzione italiana: Universal Pictures

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