La vita di un pendolare è generalmente organizzata intorno una routine. Sveglia la mattina, colazione con la famiglia, viaggio in treno verso l’ufficio, giornata tipica al lavoro, con i classici alti e bassi, e viaggio di ritorno verso casa. Una routine che il regista Jaume Collet-Serra ci presenta con una efficace soluzione visiva e narrativa all’inizio del film. Liam Neeson è Michael, impiegato in ambito assicurativo, che ogni giorno prende il solito treno, a quella particolare ora, ritrovando il suo solito vagone, con la solita compagnia di pendolari e non: personaggi sconosciuti che però inizano ad assumere volti familiari. I problemi nascono nel momento in cui un evento inatteso sconvolge quella routine, come ad esempio un licenziamento. A quel punto, non c’è più la certezza della prossima mossa, ed ogni nuova occasione di svolta, o in generale ogni possibile scelta, diventa nuovamente ammissibile, poiché si è già fuori dalle schematiche ma confortevoli restrizioni della routine. Anche un “gioco” proposto da una misteriosa donna, con possibili ma ignote ripercussioni, può essere preso in considerazione con una certa naturalezza.

La particolarità del film è tutta nel ribaltare leggermente le regole del classico gioco di caccia al sospettato, poiché l’obiettivo della donna misteriosa (interpretata da Vera Farmiga), e quindi del protagonista Michael, non è la ricerca di un colpevole – anzi, i ‘manovratori’ del gioco sono anche facilmente intuibili – bensì la ricerca di un testimone di un presunto suicidio. In questo capovolgimento di ruoli, quali sono davvero gli indizi da seguire?

Tutto sta nel rispondere ad una specifica domanda che è alla base del film: “Che tipo di persona sei?”, con la quale il regista ci invita a riflettere sui vari dettagli che ci permettono di fantasticare ma spesso intuire le storie e le vite delle persone con cui ci può capitare di viaggiare in treno. Il protagonista Michael si pone la stessa domanda, mentre cerca di individuare chi tra i passeggeri è in viaggio per un motivo specifico e non per routine; ma anche per riflettere su se stesso, su quali scelte è (stato) costretto a fare, e quali altre scelte farà.

Il regista Jaume Collet-Serra, che qui dirige Liam Neeson per la quarta volta, dopo i thriller Unknown – Senza Identità, Non-Stop e Run All Night – Una notte per sopravvivere,  è anche amante dell’action per cui, dotando personaggio di Neeson di un passato da poliziotto, si garantisce una serie di notevoli scene action che valorizzano ritmo e tensione del film.

Più che un atteso “mind-blow” finale, che probabilmente non interessava al regista, è interessante una certa coesione verso la fine, tanto facile sulla carta ma a conti fatti di dubbia credibilità. La vera domanda, tuttavia, è: perchè si accaniscono sempre tutti contro la famiglia di Neeson?


Titolo originale: The Commuter
Diretto da: Jaume Collet-Serra
Scritto da: Byron Willinger, Philip de Blasi
Genere: Thriller, Azione
Cast: Liam Neeson, Vera Farmiga, Patrick Wilson, Sam Neill
Paese: USA
Anno: 2018
Durata: 104′
Distribuzione italiana: Eagle Pictures

Appassionato di cinema sin da piccolo, all'età di 12 anni circa si ritrova con un multisala a due passi da casa e l'interesse per il cinema cresce sempre di più, estendendosi a tutti gli aspetti che portano alla realizzazione di un film. Adesso ne ha 28 e continua a seguire tutte le nuove uscite con interesse. Film preferiti: Le Crociate - Kingdom of Heaven, L'albero della vita (The Fountain), Viale del Tramonto, Inception, Millennium Actress, La La Land. email: peavy@registovski.it

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