Qualcuno più attento anche agli intermezzi pubblicitari, ricorderà probabilmente una serie di spot di una nota marca di tè passati in TV tra il 2010-2011, in cui Hugh Jackman, in preda all’euforia generata dalla teina, inizia a ballare tra le strade di una città ricoperta di verde, in aeroporto, e persino all’interno di un hotel di Tokyo, con tanto di cameriere giapponesi a tenere il ritmo. È in occasione di quegli spot, ad opera di un certo Michael Gracey, che nasce l’idea di una collaborazione più articolata tra Jackman e il cineasta, qui al suo debutto come regista cinematografico.

Dal punto di vista drammaturgico, l’inesperienza di Gracey è evidente: a giudicarlo come film, questo racconto ispirato alla vita dell’imprenditore P.T. Barnum risulta superficiale, mai addentrandosi appieno nelle emozioni dei protagonisti o nelle sfumature più o meno ambigue dei loro caratteri.

Probabilmente, però, questo aspetto interessa poco a Gracey, perché laddove il film manca di stupire, compensa uno Spettacolo che è una caleidoscopica meraviglia per gli occhi e per le orecchie. Le canzoni, peraltro, sono ad opera di Benj Pasek e Justin Paul, già autori dei brani di La La Land.

Il film si apre con un incipit perfetto in cui Jackman-Barnum, nel classico abito da “Ringmaster” circense, ci invita a prendere parte al suo grande spettacolo, fatto di esibizioni e performance canore, che dopo un’esplosione di colori va lentamente a svanire come al risveglio da un bellissimo sogno. A quel punto parte una escalation di numeri musicali, inframezzati da scene di raccordo non altrettanto potenti, nei quali emerge la qualità e la bravura di intepreti e regia.

Innanzitutto, per poter rivaleggiare nel canto e nel ballo con Jackman, l’unica scelta ovvia era proprio Zac Efron, che dopo la gavetta nei disneyani episodi della serie High School Musical è diventato un performer di tutto rispetto. Efron interpreta il ruolo del commediogrado Phillip Carlyle, personaggio solo in parte ispirato a James Bailey, rivale e poi socio di Barnum. Ed è proprio nel confronto tra i due, con il brano The Other Side, e nel duetto Rewrite the Stars con l’altrettanto brava Zendaya che dà il meglio di sé.

Il brano principale del film è This is me, inno dichiaratamente pop con cui i “freak” del circo reclamano il loro posto nel mondo. Si tratta anche del brano più banale, pensato principalmente come ‘earworm’, quindi destinato a rimanere in testa anche dopo l’uscita dalla sala, impreziosito però dalla potente voce di Keala Settle, perlopiù nota in America per vari spettacoli musicali a Broadway.

Rebecca Ferguson interpreta la cantante Jerry Lind, della quale Barnum diventa ben presto manager per aggrazziarsi le critiche di chi non vede di buon occhio il suo show di freak. A lei è dedicato uno spettacolo nello spettacolo: una scena che in termini di luci, regia e inquadrature ha l’efficacia di una esibizione live di una cantante d’opera. In realtà la voce dell’usignolo svedese interpretato dalla Ferguson nella bellissima Never Enough è della cantante Loren Allred, evidentemente più adatta a raggiungere la necessaria estensione vocale.

Tutta sua è invece la voce candida di Michelle Williams, sempre eccezionale nei ruoli di donna e compagna apparentemente fragile, che rischia tutto per seguire Barnum nella sua folle scommessa, come canta in quella che è forse la canzone musicalmente più complessa del film, chiamata appunto Tightrope.

Cosa sarebbe, comunque, uno spettacolo di tali dimensioni senza uno Showman che si rispetti? Hugh Jackman è quello che nel gergo dello spettacolo si definisce una “triple-threat”, cioè una triplice minaccia nel senso di entertainer dotato di talento in egual misura nella recitazione, nel canto e nel ballo.

In effetti, gli inizi della sua carriera in Australia lo vedono impegnato in vari musical a teatro, ed è con Les Misérables che ottiene una nomination all’Oscar e vince un Golden Globe nel 2013. Anche la sua conduzione degli Oscar nel 2009 è riconosciuta come una tra le migliori degli ultimi anni. Con The Greatest Showman si allontana dalla voce sofferente di Valjean per dedicarsi a brani più energici e pop, ma è con la canzone From now on che dimostra tutta la sua bravura: la voce inizialmente calda e sommessa evolve gradualmente verso un potente vibrato, accompagnato da uno straniante ma efficace coro gospel di sottofondo.

Il Greatest Showman del titolo non poteva essere che lui.


Titolo originale: The Greatest Showman
Diretto da: Michael Gracey
Scritto da: Jenny Bicks, Bill Condon
Genere: Musical
Cast: Hugh Jackman, Zac Efron, Michelle Williams, Rebecca Ferguson
Paese: USA
Anno: 2017
Durata: 105′
Distribuzione italiana: 20th Century Fox

Appassionato di cinema sin da piccolo, all'età di 12 anni circa si ritrova con un multisala a due passi da casa e l'interesse per il cinema cresce sempre di più, estendendosi a tutti gli aspetti che portano alla realizzazione di un film. Adesso ne ha 28 e continua a seguire tutte le nuove uscite con interesse. Film preferiti: Le Crociate - Kingdom of Heaven, L'albero della vita (The Fountain), Viale del Tramonto, Inception, Millennium Actress, La La Land. email: peavy@registovski.it

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