Diciamocelo, è facile criticare La La Land: è un musical, è patinato, è una melassa romantica ed è autocelebrativo. Ebbene, è per quegli stessi motivi che si tratta di un gran film.
Innanzitutto è un musical, ma anche no: La La Land nasce come musical, ma dimentica ben presto di esserlo. Si tratta piuttosto di un film sulla musica: jazz, pop, lounge, classica, sul modo in cui essa è presente nelle nostre vite, e talvolta determina le nostre scelte. Ma poi, di cosa parliamo: musical come Il mago di Oz e Cantando sotto la pioggia sono la Storia del Cinema.

È patinato, certo, perchè siamo a Los Angeles, la città delle Stelle, dove appunto bisogna brillare per avere una qualche chance. I protagonisti Ryan Gosling ed Emma Stone sono perfetti, soprattutto la Stone (giustamente premiata con l’Oscar), che è il motore emozionale del film: sono volti particolari, ballerini imprecisi, cantanti approssimativi; e pertanto rendono esattamente come devono, e la loro chimica è indiscutibile (è la terza volta che sono in coppia sul grande schermo). Insieme, danno vita a tutte le fasi di una storia d’amore – la melassa romantica di cui sopra – dall’innamoramento, agli immancabili litigi, con tutti i classici clichè. Ma con una postilla finale che per pura coincidenza è esattamente analoga a quella del finale della tanto discussa edizione degli Oscar 2017: i disillusi sono i veri sognatori, poiché riconoscono il valore e la consistenza eterea dei sogni.

Soprattutto, La La Land è autocelebrativo. È un film sul Cinema: lei è una attrice che tenta di emergere lavorando come barista proprio nei luoghi che hanno consacrato grandi star nell’Olimpo del cinema. Il parco di citazioni in tal senso è molto ampio, e luoghi e miti sono trattati in modo reverenziale. Ma non è per questo che amiamo ed andiamo al cinema? Per ammirare i sognatori, lasciare che ci raccontino le loro storie, ed assaporare la materia di cui sono fatti i Sogni?

Con questi sparuti – si potrebbe dire così tanto – commenti sul film, rivisto in occasione di La La Land in Concert (proiezione con orchestra, in Italia in tre date tra Padova e Milano ad inizio ottobre), colgo l’occasione per darvi anche io il benvenuto in questa avventura, Registovski.it, intrapresa con il collega Rayzing, cercando di consigliare ed informare, ma soprattutto di far appassionare a quest’arte che sa sorprendere ed emozionare.

Chiudo con una nota sulla proiezione: le musiche del film sono bellissime, e sentirle con un’orchestra dal vivo è uno spettacolo. Considerando che il regista, Damien Chazelle, ha girato il film – così fortemente legato alla musica – con le abilità di un direttore d’orchestra (scene e musiche si fondono in un’armonia pefetta); non si potrebbe desiderare di più.

Appassionato di cinema sin da piccolo, all'età di 12 anni circa si ritrova con un multisala a due passi da casa e l'interesse per il cinema cresce sempre di più, estendendosi a tutti gli aspetti che portano alla realizzazione di un film. Adesso ne ha 28 e continua a seguire tutte le nuove uscite con interesse. Film preferiti: Le Crociate - Kingdom of Heaven, L'albero della vita (The Fountain), Viale del Tramonto, Inception, Millennium Actress, La La Land. email: peavy@registovski.it

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